Intelligenza artificiale e centralità della persona: a Legnano Silvano Petrosino riflette sul futuro dell’umano

Silvano Petrosino
Silvano Petrosino

Giovedì 22 ottobre un incontro promosso dall’UCID Bustese Alto Milanese e Valle Olona per interrogarsi sul rapporto tra innovazione tecnologica, responsabilità e dignità umana.

L’intelligenza artificiale sta cambiando profondamente il nostro modo di vivere, comunicare, lavorare e interpretare la realtà. Ma mentre gli strumenti digitali diventano sempre più sofisticati, emerge una domanda fondamentale: quale posto occupa la persona in una società che affida alle macchine una parte crescente delle proprie attività e decisioni?

È attorno a questo interrogativo che si sviluppa «Magnifica Humanitas – Sulla custodia della persona umana nel tempo dell’Intelligenza Artificiale», l’incontro in programma giovedì 22 ottobre, alle ore 19, al ristorante Dinner The Mode di via Giacomo Matteotti 3, a Legnano.

L’iniziativa, organizzata dalla Sezione Bustese Alto Milanese e Valle Olona dell’UCID, vedrà la partecipazione di Silvano Petrosino, professore ordinario di Filosofia teoretica all’Università Cattolica di Milano e studioso dei rapporti tra comunicazione, etica ed esperienza umana.

La tecnologia non può sostituire la domanda sull’uomo

L’intelligenza artificiale rappresenta una delle trasformazioni più significative del nostro tempo. Le sue applicazioni offrono nuove possibilità in numerosi ambiti, dalla ricerca alla formazione, dal mondo del lavoro alla comunicazione. Allo stesso tempo, il suo sviluppo solleva questioni che non possono essere affrontate soltanto attraverso criteri di efficienza, velocità e produttività.

Il tema della centralità della persona invita infatti a interrogarsi su ciò che distingue l’essere umano dagli strumenti che costruisce: la capacità di assumersi responsabilità, attribuire significato alle proprie azioni, entrare in relazione con gli altri e confrontarsi con le conseguenze delle proprie scelte.

La sfida, dunque, non consiste semplicemente nel comprendere quanto l’intelligenza artificiale possa fare, ma anche nel decidere come utilizzarla e secondo quali principi orientarne l’impiego.

In questa prospettiva, il progresso tecnologico richiede una riflessione culturale ed etica capace di accompagnare l’innovazione, senza perdere di vista la dignità dell’individuo e il valore delle relazioni umane.

Silvano Petrosino, una riflessione filosofica sulla comunicazione e sull’esperienza

A guidare il confronto sarà Silvano Petrosino, il cui percorso accademico si concentra su alcuni dei grandi interrogativi della filosofia contemporanea. I suoi studi affrontano, tra gli altri temi, il pensiero di Emmanuel Lévinas e Jacques Derrida, il rapporto tra razionalità e dimensione morale dell’agire, il linguaggio, le immagini e le forme attraverso cui l’essere umano fa esperienza del mondo.

All’Università Cattolica di Milano insegna Teorie della comunicazione ed è impegnato nella formazione e nella ricerca sui processi comunicativi. La sua attività comprende inoltre l’insegnamento della Filosofia morale nella sede di Piacenza e della Teoria dell’informazione e della comunicazione nell’ambito della formazione in comunicazione scientifica dell’Università degli Studi di Milano.

Un percorso di ricerca che offre strumenti preziosi per affrontare le trasformazioni contemporanee senza fermarsi alla dimensione tecnica, ma interrogandosi sul significato delle parole, delle relazioni e delle responsabilità che caratterizzano l’esperienza umana.

Custodire l’umano nell’era digitale

Il titolo dell’incontro richiama una questione che riguarda non soltanto gli specialisti o chi opera nel settore tecnologico, ma l’intera comunità. L’intelligenza artificiale entra sempre più spesso nelle attività quotidiane e contribuisce a modificare il modo in cui accediamo alle informazioni, prendiamo decisioni e ci relazioniamo con gli altri.

Per questo diventa essenziale sviluppare una consapevolezza che permetta di riconoscere tanto le opportunità quanto i limiti di questi strumenti. La tecnologia può sostenere le capacità umane, ma il suo utilizzo richiede criteri di responsabilità e attenzione alle conseguenze individuali e collettive.

La centralità della persona diventa così una bussola per orientare il cambiamento: non un ostacolo all’innovazione, ma il principio attraverso cui valutarne il valore e la direzione.

L’appuntamento di Legnano si propone come un’occasione per approfondire questi interrogativi e aprire uno spazio di confronto sul futuro dell’uomo in una società sempre più influenzata dall’intelligenza artificiale.

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