Dopo gli episodi di vandalismo del 16 ottobre, il sindaco Lorenzo Radice si rivolge ai giovani chiedendo di trasformare la rabbia in proposte costruttive. Dura la replica dell’europarlamentare Isabella Tovaglieri, che chiede maggiore fermezza.
I disordini e gli atti vandalici avvenuti a Legnano durante le proteste studentesche di venerdì 16 ottobre continuano ad alimentare il dibattito politico. Al centro del confronto ci sono le parole del sindaco Lorenzo Radice, che ha scelto di rivolgersi direttamente ai giovani attraverso un messaggio sui social, e la risposta dell’europarlamentare della Lega Isabella Tovaglieri.
Radice ha riconosciuto le ragioni della rabbia che può spingere i ragazzi a manifestare, richiamando temi come i tagli alla scuola pubblica, le difficoltà del sistema sanitario e il costo sempre più elevato degli alloggi. Questioni che, secondo il primo cittadino, meritano ascolto e confronto, ma che non possono giustificare il ricorso alla violenza.
Nel suo intervento, il sindaco ha ricordato anche le proteste del G8 di Genova del 2001 e la vicenda di Carlo Giuliani, evocando l’immagine di un estintore come simbolo di una protesta che rischia di perdere il proprio significato quando degenera negli scontri. Da qui l’appello agli studenti: raccogliere quell’«estintore metaforico» e trasformare la rabbia in una proposta di cambiamento, con il supporto delle istituzioni.
Di tutt’altro tono la reazione di Isabella Tovaglieri, che ha criticato l’approccio del sindaco, accusandolo di essere troppo indulgente nei confronti dei responsabili. Per l’europarlamentare, gli episodi di vandalismo devono essere condannati senza ambiguità, anche per rispetto delle forze dell’ordine e di quei giovani che partecipano alla vita scolastica senza prendere parte alle violenze.
Tovaglieri ha inoltre sottolineato che i danni al patrimonio pubblico ricadono sulla collettività, chiedendo responsabilità e rigore e contestando l’utilità di gesti simbolici da parte di chi ha partecipato ai disordini. Nel suo intervento ha infine rilanciato la proposta politica della Lega sulla remigrazione, riferendosi agli immigrati di seconda generazione coinvolti, secondo le sue dichiarazioni, in episodi di violenza.
Il confronto mette così in evidenza due posizioni distanti: da una parte, la volontà di Radice di aprire un dialogo con gli studenti per incanalare il dissenso in forme costruttive; dall’altra, la richiesta di Tovaglieri di una condanna netta e di una risposta più rigorosa. Resta sullo sfondo la necessità di distinguere il diritto a manifestare dalle responsabilità individuali per gli atti di violenza e danneggiamento.

