Una storia conosciuta in tutto il mondo, ma raccontata da una prospettiva diversa.
È quella di Laika, la cagnetta randagia diventata il primo essere vivente a essere lanciato nello spazio, protagonista dell’incontro che si è tenuto alla Libreria Nuova Terra di Legnano con Massimo Filippi, autore del libro Laika, forse.
Nel corso della serata, Filippi ha accompagnato il pubblico in un viaggio che parte dalla Mosca degli anni Cinquanta e arriva fino ai giorni nostri, ripercorrendo la vicenda dell’animale che nel 1957 venne scelta per la missione spaziale sovietica Sputnik 2. Una storia spesso ricordata come una tappa fondamentale della conquista dello spazio, ma che porta con sé anche interrogativi sul rapporto tra esseri umani, animali e progresso.
Attraverso le pagine del libro emerge infatti una figura diversa da quella consegnata alla storia ufficiale: non soltanto un simbolo della ricerca scientifica, ma un essere vivente con una propria esistenza, sottratto alla vita di strada e destinato a una missione senza ritorno.
L’incontro ha offerto numerosi spunti di riflessione, intrecciando storia, letteratura e temi etici. Filippi ha raccontato il lavoro svolto per ricostruire la vicenda di Laika e le motivazioni che lo hanno portato a scegliere questa storia per il suo ultimo libro, invitando i presenti a interrogarsi sul significato delle scelte compiute in nome del progresso e sul valore attribuito alle vite considerate marginali.
La partecipazione del pubblico ha contribuito a rendere vivace il confronto, con domande e interventi che hanno ampliato il dibattito ben oltre la semplice presentazione del volume. Ne è nata una discussione che ha toccato temi attuali come il rapporto con gli animali, la responsabilità della scienza e il modo in cui la memoria collettiva seleziona le storie da raccontare.

