Premio Tirinnanzi 2026, al via la 44ª edizione: Fatmi Abbadi Ali tra i giovani poeti

Prende ufficialmente il via il percorso di avvicinamento al 21 novembre 2026, data in cui si terrà la cerimonia di premiazione dei poeti e delle poete finalisti della 44ª edizione del Premio Tirinnanzi, selezionati a seguito delle votazioni della Giuria Tecnica.

Un appuntamento che, come da tradizione, si propone di celebrare la poesia nelle sue molteplici forme, dando spazio tanto alle voci più consolidate quanto ai giovani autori che si affacciano sulla scena letteraria contemporanea.

Il viaggio verso la serata finale prende avvio, come di consueto, dalla presentazione dei giovani poeti premiati, per poi accompagnare il pubblico alla scoperta delle tematiche affrontate nei libri finalisti della sezione Poesia in lingua Italiana. Il percorso proseguirà quindi con la presentazione del poeta/performer della sezione Poesia in Dialetto e con l’introduzione del vincitore del Premio alla Carriera 2026.

Fatmi Abbadi Ali, una nuova voce tra memoria e sradicamento

Il primo giovane poeta protagonista di questo percorso è Fatmi Abbadi Ali, premiato per il suo libro d’esordio Una casa blu, pubblicato da CartaCanta Editore.

Nato a Modena nel 2003 da una famiglia di origini marocchine, Fatmi Abbadi Ali ha seguito un percorso formativo che lo ha portato dall’Istituto professionale per i servizi commerciali alla laurea in Lettere Moderne a Bologna. Un cammino personale e culturale che trova nella poesia una naturale prosecuzione e uno spazio privilegiato di espressione.

Una casa blu è una prima silloge nella quale l’autore affronta temi profondamente legati alla propria esperienza e, più in generale, alla condizione di chi vive sospeso tra appartenenze, luoghi e culture differenti.

Al centro della raccolta emergono soprattutto la memoria e lo sradicamento, dimensioni che si intrecciano nel racconto di un viaggio di crescita personale. La poesia diventa così il luogo nel quale interrogarsi sulle proprie radici, sul rapporto con il passato e sulla ricerca di un’identità capace di abitare più mondi.

In questo percorso, un ruolo fondamentale è affidato alla lingua. Non soltanto strumento espressivo, ma vero e proprio ponte: tra culture, tra esperienze e tra differenti dimensioni dell’identità. La parola poetica diventa così uno spazio di incontro, capace di trasformare la distanza e lo sradicamento in possibilità di dialogo.

La scelta di aprire il percorso di avvicinamento al Premio Tirinnanzi con un giovane autore come Fatmi Abbadi Ali assume quindi un significato particolare: significa guardare alla poesia come a una forma viva e contemporanea, capace di raccontare le trasformazioni della società e, al tempo stesso, le domande universali che accompagnano ogni percorso di crescita.

Da Una casa blu prende dunque avvio il viaggio verso il 21 novembre 2026, quando la cerimonia della 44ª edizione del Premio Tirinnanzi riunirà le voci finaliste e celebrerà ancora una volta la poesia, nelle sue lingue, nelle sue forme e nelle diverse generazioni che oggi la abitano.

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